Appunti di Valentino Ballabio

 

 

1) DECLINO DELLA POLITICA?

 

Ringrazio "Dialoghi necessari" che permette di dare voce anche a cittadini "senza tessera e senza cariche", tuttavia interessati a partecipare al dibattito politico.

La democrazia non è data una volta per tutte. E' un organismo vivo che necessita di cure e alimentazione, altrimenti deperisce e muore: la politica ne è l'alimento principale.

Giusto pertanto rivolgersi e coinvolgere coloro che:

o       non si accontentano di scegliere il meno peggio dentro un sistema elettorale bipolare (tuttavia senza "primarie") ove la scelta per l'elettore rischia di ridursi all'alternativa "mangia questa minestra o salta la finestra";

o       si appellano al "pessimismo della ragione" da mai disgiungersi all'ottimismo della volontà.

 

Ritengo che il berlusconismo sia solo la punta dell'iceberg, l'esasperazione di una cattiva politica più complessiva. Pertanto occorre guardare fin da oggi al di là della tragicommedia berlusconiana (non vendere prematuramente la pelle dell'orso, ma neppure "vinciamo le elezioni e poi si vedrà").

Meglio allora chiarire fin da subito alcuni nodi:

 

Da questo quadro emerge, a mio avviso, una sorta di regressione dell'azione dei Partiti, che comunque restano pressoché esclusivi protagonisti dell'azione politica ancorché precettori unici del relativo finanziamento pubblico.

Se mi si concede una perifrasi vedo un'involuzione dalla civiltà dell'agricoltura (che implica un disegno ed una preparazione prima del raccolto, ovvero un'elaborata strategia) alla fase primordiale della caccia e raccolta (cattura del voto, gioco di abilità con immagine e sondaggi, magari sotto la supervisione di qualche guru mercenario, ovvero pura tattica).

 

2) PENSIERO UNICO, DEBOLE LOCALE

 

Ma come si coniugano – in politica – l'attività e la pratica corrente con il pensiero, con la cultura, con le idee?

O come non si coniugano dando luogo ad una fase di degrado e di regresso?

Mi permetto di indicare tre forme di "pensiero" che, a mio modesto avviso, informano il declino della politica nella fase attuale:

 

pensiero unico:

 

pensiero debole:

 

pensiero locale La miglior cultura ambientalista ha insegnato: agire localmente e pensare globalmente. Come si incrocia allora la dimensione spaziale con l'orientamento destra–sinistra?

 

P.S. Su questi temi cfr. Ezio Mauro. Il destino in bilico della sinistra senza nome(La Repubblica, 23/12/2004)

 

POSTILLA:

DESTRA E SINISTRA "STORICHE"

 

La storia del Risorgimento italiano (in)segna con chiarezza, nella dislocazione delle idee e dei programmi politici, la doppia distinzione:

tanto da consentire una schematica classificazione secondo 2 assi e 4 quadranti

 

centralisti–democratici

 

MAZZINI (n. 1805)

 

federalisti–democratici

 

CATTANEO (n. 1801)

centralisti–moderati

 

CAVOUR (n. 1810)

 

(con)federalisti–moderati

 

GIOBERTI (n. 1801)

 

 

Pertanto anche destra e sinistra "storiche" incrociano la dimensione spaziale, articolando il dibattito e la lotta politica del risorgimento italiano, sebbene l'esito effettuale sia poi risultato univoco ed assorbente, attraverso la "rivoluzione passiva" e l'egemonia dei moderati. Tuttavia anche le ragioni degli sconfitti avrebbero avuto modo di riemergere nel secolo successivo, e di imprimere taluni caratteri decisivi – una volta archiviato lo Statuto Albertino – alla nuova Costituzione Repubblicana.