UMBERTO VERONESI (1980)


Sono responsabile regionale della commissione sicurezza sociale del PCI. Con Filippo Zaffaroni, consigliere regionale della “terza commissione” e mio predecessore nell’incarico di partito, nonché vecchi partigiano e “rivoluzionario professionale” di lungo corso, ci troviamo nello studio del professor Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Via Venezian. Le quattro pareti sono interamente tappezzate di manifesti che inneggiano, in varie lingue, alla lotta contro il fumo. Lotta che in Italia, in verità, non è ancora molto popolare! Infatti sia Zaffaroni che il sottoscritto siamo discreti fumatori. Il Professore, sulla monumentale scrivania, viene ad un tratto richiamato da una telefonata: si scusa perché deve rispondere al Ministro. Nel frattempo, per ingannare l’attesa, Zaffaroni estrae il noto pacchetto bianco/scarlatto delle Marlboro: mi offre una sigaretta, io gli accendo la sua e fumiamo tranquillamente.
Dopo poco, bussando, entra un’infermiera, camice bianco e girocollo stretto, che – alla vista delle nubi azzurrine delle noste Marlboro – rimane impietrita, a bocca aperta.
All’epoca il PCI aveva ancora prestigio e potere, derivante dall’impegno per le avanzate e rigorose riforme socio-sanitarie degli anni ’70! Il Direttore abbozzò con professorale nonchalance.