WALTER VELTRONI (1996)


Negli anni ’70 ero “funzionario di partito”. Pertanto – tra le altre incombenze che la “Federazione” affidava – spesso ero incaricato di accogliere all’aeroporto i dirigenti in arrivo da Roma per svolgere comizi, riunioni, attivi e simili. Si trattava di accompagnarli in auto a colazione oppure in albergo, o direttamente a destinazione. In questi frangenti era cura meticolosa e quasi assillante dei Pajetta, Di Giulio, Amendola, Chiaromonte, Bufalini, ecc. di informarsi dettagliatamente della “situazione” sul territorio. Se erano diretti ad un comune della provincia volevano sapere in anticipo dati elettorali, composizione dell’amministrazione comunale, numero degli iscritti al partito ed al sindacato, presenza delle fabbriche, ecc. con tutti i particolari in cronaca.
Nel 1996 per il comizio conclusivo della campagna elettorale per le “politiche” arriva a Cologno Monzese Walter Veltroni. Lo accogliamo in Comune, nell’ufficio del Sindaco. Walter non si stacca dal telefonino (erano i primi esemplari). Non si preoccupa di chi gli sta accanto. Con la testa e l’orecchio è a Roma, col resto si mostra un po’ seccato che lo abbiano mandato nello squallido hinterland milanese, piuttosto che a Venezia o a Ferrara! Poi svolge il suo comizio con frasi fatte ed ottimismo di maniera, dando per certa l’elezione delle candidata catapultata dall’alto, e se ne va.
Il Deputato del Collegio di Cologno-Cernusco-Brugherio-Vimodrone sarebbe quindi stato perso per poche decine di voti. Due anni dopo, nel 1998, il primo Governo Prodi sarebbe caduto alla Camera per un solo voto.