CARLO RIPA DI MEANA (1999)


Filiamo sull’Eurostar verso Roma. Partito alle 7.00 dalla Centrale; arrivo previsto ore 12,50 circa a Termini. Giusto l’ora della trattoria, poi le riunioni pomeridiane. In prima classe (viaggio per conto della COOP, per non ricordo quale incombenza “centrale”) tra gli annoiati ed impazienti viaggiatori anche il già Europarlamentare, Ministro, Commissario europeo, ecc. ecc. N. H. Carlo Ripa di Meana, politico eclettico (prima rosso, poi rosa, poi verde) noto sia per la risaputa pertinenza craxiana che per la parimenti “eclettica”, non tanto in senso politico, fascinosa consorte. Ma ora Craxi è già caduto e “tangentopoli” è alle spalle.
Giunti a destinazione, sul piazzale della Stazione Termini una nuova attesa, in fila per il taxi. In capo alla fila è il turno di un giapponese che tuttavia viene sorpassato di scatto dal nostro Nobile ed Onorevole, che si infila lestamente e comanda la partenza a razzo all’attonito tassinaro.
Il giapponese – come si deduce dal tono degli strilli – eleva al diafano cielo romano ben ritmate bestemmie in lingua originale. Il socialista invece - piuttosto che niente – si é fregato il taxi.