SILVIO BERLUSCONI (fine anni ’70)


Arcore: alle elezioni comunali del 1975 la sinistra superò la DC, che aveva tenuto la maggioranza assoluta in Comune per trent'anni. La Festa dell'Unità poté allora uscire dalla clandestinità per spostarsi in centro, sulla via San Martino vicino alla antica villa dei Conti Casati Stampa di Soncino. In uno di quegli anni, verso mezzanotte di una calda nottata di Luglio, stavamo appunto chiudendo gli stand quando il nuovo proprietario della villa, allora noto costruttore edile, con avvocatino al seguito, ci raggiunse per prendere un po' di fresco. Aveva voglia di chiacchierare ed offrì da bere a tutti. La dissertazione consisteva nello spiegare a noi, modesti comunisti di paese, come era veramente la Russia, perché Lui aveva più volte soggiornato in albergo a Mosca. Il tono non era critico, dato il luogo e l'uditorio, bensì piuttosto di chi la sa più lunga e quindi può spararla più grossa. Personalmente ero reduce da un lungo viaggio di studio nell'Unione Sovietica, ma visto l'andazzo della discussione, preferii tacere la circostanza – che però era nota a tutti gli altri presenti – facendo l'ingenuo. Passammo buona parte della notte a dibattere le implacabili certezze dell'importante ospite, turista affermato e politico a tempo perso. Il giorno dopo la voce corrente in paese diffondeva che mi eri quel che l'ha ciapà per el cù el Berluscun..