LETTERA APERTA AL CENTROSINISTRA

 

OGGETTO: Tassa metropolitana occulta

 

Dunque il risultato elettorale dimostra l' emergenza e l' urgenza di una "questione settentrionale". E dentro questa, al cuore, di una "questione metropolitana". La disaffezione verso la politica (calo degli elettori), in maggior misura verso il centrosinistra (perdite, dopo Milano, a Monza e in larga parte dell' hinterland), per quanto generalizzata e diffusa si dimostra più acuta e intensa nella nostra area metropolitana.

A tutta prima essa pare intrecciarsi con una "questione fiscale". Ridottisi da parte dell' azione di Governo i margini di attenuazione dovuti alla tradizionale evasione/elusione, la pressione tributaria sul sistema produttivo del Nord appare a larghi strati della popolazione eccessiva ed inaccettabile.

Per altro la sua destinazione bruciata in buona parte dai crescenti "costi" della politica, cui fanno fronte scarsi benefici in termini di buon governo ed efficienza del sistema pubblico, accentuano il malcontento e le tentazioni populiste. Una "antipolitica" sgradevole ma non del tutto ingiustificata prende piede.

Occorre allora prendere in considerazione, da parte di un centrosinistra che non voglia perseverare nella drammatica assenza di strategia e di cultura di governo, conclamate nell' ultimo decennio anche laddove occupava ed occupa tuttora posizioni di potere locale, un aspetto cruciale. Ovvero quella "tassa occulta" che si aggiunge all' imposizione palese dovuta all' erario. Il costo – in termini non tutti economicamente contabilizzabili, ma assai ingenti, di tempo perso, disagi e disguidi, stress e rischio, spreco energetico, inquinamento, calo di competitività, ecc. – che ricade ugualmente sulle imprese, sui lavoratori e sui cittadini in generale.

La crisi del sistema della mobilità, causata da una sregolata espansione degli insediamenti residenziali e terziari, del tutto scoordinata rispetto ad infrastrutture antiquate e carenti, irrispettosa dell' ambiente, presenta un elevato e ingiustificato costo aggiuntivo sul bilancio delle famiglie, delle imprese e delle comunità.

Tuttavia il sistema politico, compreso tutto il centrosinistra sia nelle posizioni di maggioranza che di opposizione, ha mostrato un' inquietante indifferenza verso gli strumenti di direzione, verso le leve istituzionali essenziali per esercitare un' azione di governo vera, non finta e appiattita sulla cura dell' immagine e degli eventi mediatici. A cominciare dai poteri di pianificazione su scala adeguata del territorio, ossia l' hard–ware del sistema, che a maggior ragione del soft–ware (gestione, servizi alla persona, sussidiarietà orizzontale, ecc.) non può essere affidato integralmente alla spontaneità del mercato e del particolarismo locale.

La tragicomica vicenda della "città metropolitana", che si trascina irrisolta da ormai quasi un ventennio, lo sta purtroppo a dimostrare....

Proponiamo allora una seria discussione di merito sull' area/città metropolitana che finalmente chiarisca: delimitazione territoriale, compiti e funzioni, impatto sulle circostanti istituzioni da sopprimere o modificare, iniziativa e percorso di attivazione.

Il sottoscritto Comitato si dichiara disponibile, qualora riscontri una sufficiente volontà politica al riguardo, a fornire il proprio contributo sulla scorta dell' elaborazione sin qui svolta, a partire dai necessari emendamenti che rendano praticabile il "codice delle autonomie" del Governo nella nostra realtà metropolitana.

 

p. Comitato promotore Città Metropolitana milanese

Valentino Ballabio, Giuseppe Boatti, Giuseppe Natale, Ugo Targetti

 

12/06/2007