RIPENSIAMOCI !

siamo ancora in tempo

La legge istitutiva della nuova Provincia non ha ancora prodotto effetti pratici.
Fortunatamente!
Durante i primi tre anni muove solo carte. Ciò consente di valutare il contesto e di misurare con maggiore attendibilità le possibili conseguenze.
A patto di ponderare obbiettivamente i pro e i contro, di non rassegnarsi al fatto compiuto. L’argomento "ormai è fatta, l’abbiamo subìta ma ora occorre fare di necessità virtù" è un alibi.
Infatti i primi effetti politici sono evidenti: la marginalizzazione di Monza e Brianza rispetto al destino delle grandi infrastrutture strategiche per l’area metropolitana nel suo insieme: Nuova Fiera, SEA, Serravalle, Arcimboldi, ecc. Intanto il caos della mobilità supera i limiti dell’emergenza.
La "massa critica" di questo territorio, pur essendo di per sè rilevante, risulta insufficiente ad incidere sui processi sociali ed economici se si chiama fuori e si emargina.
Potrebbe invece avere un peso ed un ruolo dentro una nuova istituzione metropolitana che riequilibri il centro e la periferia, parificando i diritti dei cittadini e delle comunità locali.
Tanto dalla realtà non ci si può separare. La mano, invisibile ma tenace, del mercato (immobiliare, del lavoro, ecc.) ci terrà comunque ancorati alla "grande Milano".
Non si tratta però di tornare indietro. Al contrario. Di andare avanti.
Non tornare nella Provincia di Milano. Bensì superare le Province che insistono nell’area metropolitana e sciogliere il Comune di Milano convertendo in autonome municipalità gli attuali inutili Consigli di Circoscrizione.
Obbiettivo eccessivo e irraggiungibile? Eppure si tratta semplicemente di attuare la vigente Costituzione.
Anche l’istituzione delle Regioni a suo tempo apparve utopica e rischiosa, tuttavia i nostri padri vinsero la prova. L’attuale classe politica vuole dimostrare di essere all’altezza della sfida? Selezionare, semplificare e sussidiare le istituzioni del nuovo secolo in un’area decisiva per l’intero Paese?
Altra cosa è il decentramento e la razionalizzazione degli uffici e dei servizi che può attuarsi tranquillamente senza creare nuovi orpelli politico–burocratici. Senza moltiplicare i" costi della politica" che, in un momento di grave e generale difficoltà, possono risultare inammissibili ed insostenibili.
Fermarsi un attimo e riflettere. Per cambiare strada: non è disonorevole. Oppure proseguire: ma a ragion veduta.

13 Settembre 2005