...levantini veri con un carico, sulla spalla, di tappeti finti di Monza...
(C.E. GADDA, La cognizione del dolore, GARZANTI, 1997, p. 131)

Ma un brutto giorno venne, nel rimescolìo nuovo delle genti, de’ tempi e de’ pensieri, e fu quando un ostetrico di Pavia, anzi di Cava Manara, mise in piedi quella baracca … che si chiamò poi la Regia Università di Milano. Oltre la Regia Università mise in piedi … nei prati di Lambrate … anche il Regio Politecnico … tra l’orrore dei vecchi milanesi … che seguitavano a protestare indignati contro “la cà del diavol”: essi avrebbero voluto che il nuovo politecnico fosse installato nelle cantine di Palazzo Clerici, o in via Bigli, o Santa Maria Fulcorina o Podone, vicino a qualche vecchio e caro orinatoio pieno di nostalgie, regolarmente “intasato”. L’idea di dover salire in tram li atterrisce, non senza ragione, dato che le loro convenzioni conservative affettano anche i bottoni del paltò.

C. E. GADDA, Un fulmine sul 220, GARZANTI 2000, p. 266