"Codice
delle autonomie" :
ennesima
"grida manzoniana"
oppure
occasione
per semplificare e
qualificare
l' ordinamento pubblico?
La proposta dei Ministri
Amato e Lanzillotta, approvata dal Governo il 19 gennaio, prefigura una netta
inversione di rotta: bloccare la tendenza alla proliferazione degli enti
territoriali, che genera costi ingiustificati e confusione decisionale. La
parola d' ordine che ispira il disegno di leggedelega è "razionalizzare e
semplificare", sulla via della modernizzazione del Paese, a cominciare dalle
Province, semmai da ridurre ed accorpare, non da clonare e moltiplicare.
Ora ci si attende che la
classe politica, a cominciare ovviamente dall' Unione, accetti un chiaro ed
aperto confronto sul nuovo quadro politico ed istituzionale proposto
autorevolmente e coerentemente dal Governo in carica.
Questo vale anche per chi, come il Presidente Penati, si è mostrato entusiasta della prospettata città metropolitana (un' "occasione storica"). Ma l' annuncio, anche se utile a sdoganare un termine finora tabù, non basta. Bisogna spiegare dove essa comincia e dove finisce, cosa deve fare, quali enti deve abrogare e sostituire, come riequilibrare gli eccessivi poteri del capoluogo rispetto ai comuni esterni.
Corre inoltre l' obbligo di
porre una domanda: la "provincia nuova" di MonzaBrianza sta dentro il codice
delle autonomie, oppure no? L' argomento "ormai è fatta" non vale più. La
discussione è riaperta, sempre che la politica abbia ancora a che fare con la
logica ed il senso comune.
Oppure siamo di fronte all' ultima "grida fresca" che sussegue leggi, decreti, deleghe,
testi unici, titoli quinti, ecc. che si ripetono periodicamente dal 1990: ma
allora, come ironizzava un romanziere cattoliberale moderato un paio di secoli
or sono, con le grida spagnolesche è difficile sviluppare Milano, Monza, la
Brianza e l' intero Paese!
Comitato cittadini per il governo metropolitano.
Brugherio Vimercate
brugherioprovmilano@tiscali.it
14/02/2007