LETTERA APERTA
AL VICE SINDACO – ASSESSORE ALL' URBANISTICA
DI ARCORE


Caro Fausto Perego

Mi rivolgo a te, anche a nome degli amici che hanno promosso e partecipato all' incontro del 26 Marzo, in quanto in quell' occasione hai mostrato convinzione e passione nel discutere il merito dei problemi che abbiamo posto, a differenza di altri che hanno dato l' impressione di volerli snobbare con mediocre sufficienza e supponenza.

Nella circostanza ti comunico anche che da parte dei sopra richiamati non si intende dare luogo a liste autonome né turbare in alcun modo la campagna elettorale, che di per sé si preannuncia difficile e impegnativa.

Tuttavia i problemi, ed il dissenso circa la loro soluzione, rimangono. Anzi risultano confermati alla luce della illustrazione del PRG che hai fatto sul "Cittadino" del 30 Marzo.

– Appare errato prendere come pietra di paragone il piano leghista del ' 96, per altro mai approvato e dunque del tutto fittizio sul piano effettuale. Dal momento che lo stesso non ha precostituito diritti volumetrici per alcuno, risulta altrettanto fittizia la "riduzione" o "il contenimento" rispetto allo stesso.
– D' altra parte, tornare al piano dell' 83, come hai affermato, significa tornare indietro di vent' anni senza comprendere le profonde trasformazioni avvenute nel frattempo. Se infatti si sommassero tutte le capacità insediative dei PRG dell' epoca, si otterrebbero – nella regione – due milioni di abitanti in più. Dato l' andamento demografico degli ultimi due decenni questi non sono mai arrivati, ma i due milioni di vani in più si.
–Senonchè nel 1990 la legge 142, materialmente scritta da Franco Bassanini, noto riformista, prescrive i Piani Territoriali di Coordinamento, proprio per indirizzare e correggere la "miopia" degli strumenti urbanistici locali circa la dislocazione dei pesi di massima e della relativa infrastrutturazione nella dimensione provinciale. Possibile mai che nella sinistra riformista, per non parlare di quella "antagonista", nessuno si indigni che, dopo 12 anni, non sia accaduto pressoché nulla e la "deregulation di vasta area" sia proseguita indisturbata?
– Non è un caso che la stessa contraddizione, che dapprima impedì al centro–sinistra di approvare il Piano Boatti, oggi si manifesti fra minoranza in Provincia, propensa a votare contro il Piano Di Tolle in quanto passivo contenitore delle decisioni dei singoli Comuni, ed i Sindaci di centro–sinistra ai quali invece sta bene così (La Repubblica, 31 Marzo).
– Capisco che nella posizione di amministratore locale si faccia più fatica a guardare la realtà nella dimensione più "a largo raggio" rispetto ai confini comunali (io stesso sono stato in grado di fare queste riflessioni non quando ero Sindaco ma dopo, riflettendo a posteriori). Tuttavia questo è il compito della politica. Altrimenti il clima, che si respirava anche nell' incontro sopra citato, rischia di immiserirsi nel contingente: "non disturbare il manovratore", "qui si lavora e non si fa politica", ecc.
– Dunque tornando ad Arcore, in assenza di coordinate generali, sarebbe stato più saggio prendere come riferimento non già le farneticazioni leghiste, bensì la concreta realtà attuale, già al limite della paralisi e collasso, e fermare l' espansione, che – benché ritenuta limitata – cade come benzina sul fuoco. Per altro l' edilizia "convenzionata", stante i costi di esproprio e le tipologie edilizie correnti, ha perso la connotazione di edilizia "pubblica e popolare" per assimilarsi all' edilizia residenziale punto e basta.
– I "parchi" individuati, per altro di debole e volontaristica consistenza giuridica, danno d' altra parte l' impressione di essere ricavati dalla risulta del costruito, classica chiusura della stalla a buoi scappati, tenuto conto della famelica "forza costruttice" (ma distruttrice di territorio!) dei partners citati. (Usmate, dai dati del censimento, risulta in testa alle graduatorie di crescita dell' intera Provincia).
– Sul fatto di costruire la "tangenzialina" gratis il dissenso è netto. Si tratta della più esemplare spirale perversa: i capannoni generano traffico che richiede tangenzialine, le tangenzialine richiedono capannoni per essere costruite con gli oneri di urbanizzazione. Il risultato garantito sarà una periferia congestionata e informe, con buona pace della "cintura verde", della "vivibilità", della "misura d' uomo", ecc.
– Sul PRG, che con il Bilancio è la tradizionale occasione per epiche discussioni in Consiglio Comunale, l' opposizione non si è fatta viva, e neppure ha partecipato al voto. Non sorge il sospetto che gli vada bene così, e che essi puntino non tanto a criticarlo, caso mai a gestirlo, posto che ritengano la "carne al fuoco" più che sufficiente?
– Sulle opere pubbliche inoltre appare veramente curiosa la controtendenza a costruire una nuova scuola materna su area verde: impossibile riconvertire spazi pubblici spesso inutilizzati o addirittura dimenticati, oppure – visto che abbiamo superato, anche nella Costituzione, il pregiudizio verso il privato – convenzionare, come del resto è stato fatto per l' asilo nido?
– La questione della assurda e dannosa Provincia di Monza non è una battaglia persa, è una battaglia che colpevolmente non si è voluto fare. Allora anche l' art. 18 sarebbe una battaglia persa: hanno la maggioranza e la delega! Non viene in mente che la cosa è in palese contrasto con la modifica del Capo V° della Costituzione che abbiamo appena voluto e fatto approvare con Referendum popolare. Forse che abbiamo scherzato! Ma è ammissibile giocare con la Costituzione?

Naturalmente non mancherebbero altri numerosi argomenti sui quali aprire una discussione libera da pregiudizi, aperta ai cittadini che stanno riscoprendo la voglia di partecipare, svincolata dalle preoccupazioni tattiche e manovriere entro cui la politica corrente spesso costringe un po' tutti.

Per questo ARCORESISTE intende proporsi come luogo di resistenza delle idee, al di là della contingenza elettorale comunque vada – io personalmente vi auguro senz' altro bene.

Spero non mancheranno nuove occasioni di incontro e reciproca comprensione

Con i migliori saluti

Valentino Ballabio


Arcore, 04/04/2002



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