Egr. Consigliere.

Vittorio Pozzati

Presidente Commissione Ia

del Consiglio Provinciale di Milano

Arcore, 11/11/2004

OGGETTO: Richiesta audizione

 

Il sottoscritto Valentino Ballabio, a nome dell' Associazione ArcoREsiste, già promotrice di iniziative e pubblicazioni in merito al tema: "Costituzione della nuova provincia di Monza e Brianza / Città Metropolitana Milanese", chiede cortesemente un' audizione con la Commissione da Lei presieduta sullo stesso tema.

Sarebbe naturalmente gradito se Lei vorrà estendere l' invito agli Assessori interessati.

Con cordiali saluti.

 

 

 

NOTA

a corredo della richiesta di audizione presso la

Commissione Prima del Consiglio Provinciale di Milano, sull' argomento:

"nuova Provincia di Monza e Brianza / Città Metropolitana Milanese"

 

La richiesta in oggetto, avanzata dall' associazione di cittadini "ArcoREsiste", già promotrice di dibattiti e pubblicazioni in merito, trae origine dal dovere civico di confrontare analisi e proposte in relazione a due recenti importanti e quasi contemporanei avvenimenti:

 

Occorre per altro premettere che il contesto di riferimento presenta caratteri di preoccupante e diffuso disagio, ovvero di prolungata emergenza, sotto almeno due profili:

 

La istituzione ex–lege della nuova Provincia (o Provincia nuova, come alcuni amano definirla, che tuttavia non potrà sottrarsi ai vincoli dell' ordinamento statuale vigente fatta salva l' ordinaria autonomia statutaria) rende infatti necessaria una discussione di merito, tenuto conto dell' impatto che essa produce sul sistema metropolitano, tanto sotto il profilo economico–territoriale che sotto quello geopolitico e istituzionale.

 

Non v' è dubbio infatti che la "Provincia nuova" modifica sostanzialmente la natura della stessa Provincia di Milano, nonché il rapporto, già da sempre squilibrato, con il Comune di Milano. Se infatti la città di Milano ha sinora regolato i rapporti con il proprio intorno in termini di predominio, d' ora in poi il criterio di potere "divide et impera" risulta facilitato dal fatto che i destinatari del dominio si sono divisi da soli.

 

Pertanto l' impatto dell' istituzione della nuova Provincia sull' assetto istituzionale preesistente è destinato a comportare:

 

Risulta infatti evidente che i processi territoriali, economici e sociali, nella situazione di fatto, tendono alla integrazione ed al reciproco completamento nella dimensione metropolitana, i cui confini benché non esattamente definibili sono tuttavia percepibili nell' ambito di un' area più vasta, non certo più ristretta, dell' attuale Provincia di Milano.

In particolare si riscontra una sostanziale omogeneità del mercato immobiliare ovvero del mercato del lavoro: fenomeni che accompagnano entrambi un massiccio e quotidiano pendolarismo sia di persone che di merci, tenuto conto dei sostanziali cambiamenti intervenuti nel modo di produzione di beni e servizi, nonché degli stili di vita e fruizione del tempo libero.

 

La previsione della Città Metropolitana, in analogia con quanto per altro già avvenuto in altre consimili evolute realtà europee, si proporrebbe pertanto di "governare" il sistema nel suo insieme, attraverso un disegno ed un controllo sovraordinati rispetto sia ai poteri locali che alle istanze dei privati, legittimata dal voto diretto dei cittadini, policentrica ed equilibrata, rispettosa delle autonomie comunali ma a sua volta autonoma rispetto ad esse.

 

Inoltre la eventuale istituzione della Città Metropolitana avrebbe il vantaggio di correggere la doppia anomalia che riguarda il fondamentale diritto di cittadinanza di almeno la metà dei cittadini metropolitani:

 

Sull' altro fronte la separazione di Monza ed una parte della Brianza non si giustifica se non con la gratificazione psicologica di essersi "staccati" da un incomodo vicino, il quale tuttavia resta fisicamente dov' è, caso mai più invadente e soverchiante nel momento in cui svanisce la possibilità di ridurlo ad una condizione di pari diritti e pari doveri, attraverso un effettivo decentramento in autonome Municipalità.

 

Per tutti questi motivi, tenuto conto che la istituzione della Provincia di Monza avverrà, sulla base della legge approvata, a "scoppio ritardato", per cui nei primi tre anni non succederà niente oltre i movimenti di carte, si propone che la Provincia di Milano promuova un dibattito pubblico a tutto campo, dal quale possano emergere: