Scrive Valentino Ballabio a Guido Martinotti – Mi spiace che anche l’autorevole professor Martinotti guardi al futuro delle istituzioni intermedie con una prospettiva scientificamente ineccepibile ma impraticabile sotto il profilo politico – amministrativo (lo Scienziato propone ma poi è il Burocrata che dispone). Con quali poteri cogenti una ipotetica “Provincia metropolitana (…) diventerebbe lo strumento reale per la programmazione a scala metropolitana, che è quello che manca davvero” qualora al di sotto (o al di sopra?) si ritrova un Comune di Milano avente peso politico ed economico esponenzialmente superiore? La Provincia tout court ci ha già provato, con maggioranze di alterno colore ma con esito pressoché nullo. Ed era la Provincia di Milano ante scissione brianzola (a proposito: i confini dei due capoluoghi distano non una giornata a cavallo ma un quarto d’ora di jogging!). Allora o la città di Milano, i cui confini si sono opportunamente ampliati almeno tre o quattro volte nella storia, si estende sino a un’approssimativa area metropolitana, o non se ne fa nulla. Temo infatti che le “geometrie variabili” generino soltanto inutili “tavoli” tra istituzioni invariate mentre la rinuncia a ridefinire i confini (sempre arbitrari ma indispensabili per contenere programmi, bilanci e diritti di cittadinanza) e a distinguere compiti e funzioni (evitando doppioni, sovrapposizioni e rimpalli) trovino purtroppo riscontro nella pigrizia di una classe politica, sinora, “riformista” a vuoto.
Replica Guido Martinotti a Valentino Ballabio – È una opinione di tutto rispetto, che conosco bene e di cui prendo atto. Può darsi che la mia proposta (definire SCIENTIFICAMENTE cioè senza dirette conseguenze amministrative, la nuova unità funzionale sul territorio e INDIPENDENTEMENTE stabilire unità di governo di sue porzioni senza necessariamente usare come mattone le entità esistenti – ricordo che una almeno, la provincia è in via di eliminazione) sia impraticabile. Non mi nascondo le difficoltà. Mi domando però come si possono risolvere le difficoltà di un ulteriore ampliamento dei confini milanesi. Se la posizione è “Allora o la città di Milano, i cui confini si sono opportunamente ampliati almeno tre o quattro volte nella storia, si estende sino a un’approssimativa area metropolitana, o non se ne fa nulla”. La mia previsione è: non se ne farà nulla. Se mi sbaglio correggetemi. Vorrei però ricordare cosa diceva Von Humboldt delle innovazioni, che prima ti dicono che è risibile, poi dicono che non si può fare e poi dicono l’avevamo sempre saputo.