Da piazza Duomo 19 ad Hammamet, passando per Pechino

(pubblicato il 22 Gennaio 2020)

Memoria e attualità della questione morale

L'ultimo film di Gianni Amelio meriterebbe l'usuale critica cinematografica se la sua assai pubblicizzata uscita non venisse a coincidere con il diffondersi di un subdolo revisionismo storico circa la stagione di “mani pulite”, di una malcelata insofferenza verso la sempre attuale “questione morale” che investe politica, economia e società.

Viene allora da chiedersi come Milano, allora roccaforte del craxismo rampante e dominante, si ponga oggi rispetto a tale fondamentale e dirimente questione nazionale, in un paese ancora sofferente per corruzione, evasione e diffusa illegalità. La vicenda, alquanto ambigua, dell'assegnazione ultima degli Ambrogini non fa ben sperare riguardo una necessaria riflessione sul passato più o meno recente, utile per riaffermare un modello valido di correttezza, legalità ed evoluta civiltà.

Per offrire un modesto contributo alla memoria del periodo evocato mi permetto pertanto di richiamare, come testimonianza, la seguente PICCOLA STORIA ANOMALA, in una realtà marginale ma non estranea quella milanese.

“A Cologno Monzese, dopo alterne vicende (sindaco socialista con giunta pentapartito e stesso sindaco socialista con giunta di sinistra) il PSI, come l’asino di Buridano, patisce la fame.

Infatti passa all’opposizione non ostante avesse superato il 30% dei voti e godesse di un vasto consenso interno, attraverso una fitta rete di clienti-parenti-compaesani, ed esterno mediante l’attenzione dei pesi massimi milanesi e romani avidi di voti congressuali e quaterne di preferenze.

Il 21 gennaio 1988 nasce infatti, contro la dichiarata volontà del segretario della federazione del PCI Luigi Corbani che in contemporanea diventa vice-sindaco di Pillitteri, una “giunta anomala”: Pci-Dc-Pri-Psdi-Verdi con sindaco comunista per la prima volta dal dopoguerra.

La definizione è di Bettino Craxi, infuriato per l’esclusione, davvero anomala, dal potere proprio a Cologno, roccaforte del craxismo puro e duro. Minaccia fuoco e fiamme. Tuttavia la Giunta Anomala va avanti e, contro ogni previsione, sarebbe durata molto più a lungo di quelle “normali”, travolte dall'onda di “tangentopoli”.

Il sottoscritto infatti resterà sindaco ancora per tutta la legislatura successiva (1990-95), assistendo alla caduta di pressoché tutti i colleghi dei comuni medio-grandi della provincia (Milano col bis, prima Pillitteri e poi Borghini) e salvando invece dai guai giudiziari tutta la classe politica colognese, escluso qualche funzionario comunale infedele che era stato denunciato e sospeso ben prima dell’arresto nel 1992 del “mariolo” del Pio Albergo Trivulzio.

Anche le focose vendette craxiane hanno vita breve. Come mai? La spiegazione me l’ha data in seguito Elio Quercioli, all’epoca deputato e membro di quella “commissione inquirente” depositaria delle immunità parlamentari. Orbene il Bettino Craxi, già inquisito per la storia del viaggio in Cina per eccessiva e non conforme delegazione al seguito, avrebbe proposto al segretario generale del PCI Alessandro Natta uno scambio vantaggioso: se non mi ostacolate nella “inquirente” lascio perdere Cologno Monzese!

Ebbene Natta, umanista classicheggiante ma meno rigoroso sulla questione morale rispetto al predecessore, avrebbe – secondo Quercioli - tuttavia già deciso di suo di non infierire sulla maxi-scampagnata cinese. Cologno Pugliese (come affettuosamente la definì Enrico Berlinguer, in visita nel 1981) era salva!

EPILOGO

Passato un quarto di secolo il sopra citato ex sindaco del garofano, allora confinato per tempo all'opposizione e dunque salvato dalle grinfie di “mani pulite”, viene recuperato come vicesindaco in una giunta a guida PD e puntualmente arrestato in flagrante con la tangente in mano il 19 febbraio 2014!

E Cologno non si salva più passando alla destra forza-leghista, come poi sarebbe avvenuto per Sesto, Cinisello, Bresso, ecc.

 

Valentino Ballabio